10 cose che (forse) non sai su I sospiri del mio cuore

I sospiri del mio cuore (耳をすませば Mimi wo sumaseba, lett. “Se tendi l’orecchio”) è un film del 1995. Diretto da Yoshifumi Kondō e scritto da Hayao Miyazaki, il film è ispirato al manga Sussurri del cuore di Aoi Hiiragi.

Shizuku è una studentessa dell’ultimo anno della Mukaihara Junior High School ed è appassionata di libri. Un giorno si accorge di un fatto curioso: nella scheda dei prestiti della biblioteca ricorre sempre lo stesso cognome prima del suo: Amasawa.

La ragazza inizia così a fantasticare su chi possa questo ragazzo che ha gli stessi suoi gusti letterari…

Ecco 10 cose che (forse) non sai su I sospiri del mio cuore

  1. È stato il primo film Ghibli diretto da qualcuno che non fosse Miyazaki o Takahata
    Quando uscì nelle sale nel 1995, I sospiri del mio cuore rappresentò una vera svolta per lo Studio Ghibli. Fu infatti il primo lungometraggio dello studio diretto da un regista diverso dai due fondatori, Hayao Miyazaki e Isao Takahata.
    Alla regia troviamo Yoshifumi Kondō, animatore di straordinario talento che molti consideravano il naturale erede di Miyazaki.
  2. È tratto da un manga
    La storia di Shizuku e Seiji nasce in realtà sulle pagine di un manga.
    L’opera originale si intitola Mimi wo Sumaseba ed è stata scritta e disegnata da Aoi Hiiragi per la rivista shōjo Ribon. Lo Studio Ghibli ne sviluppò una versione cinematografica mantenendo intatti i temi principali: la crescita personale, l’amore adolescenziale e la ricerca della propria strada.
  3. Esiste un seguito ufficiale
    Non tutti sanno che il manga ebbe anche un sequel.
    L’autrice Aoi Hiiragi pubblicò infatti Shiawase na Jikan (Happy Time), ambientato due anni dopo la storia originale. Il volume racconta come si sono evolute le vite di Shizuku e Seiji dopo gli eventi narrati nel film.
  4. Ha vinto il più importante premio cinematografico giapponese
    Nel 1996 il film ottenne il Japan Academy Prize come Miglior Film d’Animazione.
    Un riconoscimento prestigioso che confermò quanto il pubblico e la critica avessero apprezzato questa storia apparentemente semplice, ma ricca di sensibilità e profondità emotiva.
  5. La città di Shizuku esiste davvero
    I luoghi che vediamo nel film non sono frutto dell’immaginazione.
    L’ambientazione si ispira infatti a Seiseki-Sakuragaoka, una zona collinare nella parte occidentale di Tokyo. Ancora oggi molti appassionati visitano il quartiere per ripercorrere le celebri salite percorse da Shizuku e Seiji.
  6. È collegato a Pom Poko
    Osservando attentamente le mappe che compaiono nel film emerge un curioso collegamento con un’altra produzione Ghibli.
    La zona in cui vive Shizuku si trova infatti ai margini di Tama New Town, la stessa grande area urbana che in Pom Poko viene costruita a discapito dell’habitat dei tanuki. Un piccolo dettaglio che collega idealmente i due film.
  7. Le scene fantastiche furono realizzate da un artista esterno allo Studio Ghibli
    I meravigliosi paesaggi onirici che accompagnano la storia non furono dipinti da un artista interno allo studio.
    L’autore è Naohisa Inoue, pittore noto per il suo universo fantastico chiamato Iblard. Hayao Miyazaki rimase talmente colpito dalle sue opere da coinvolgerlo direttamente nella realizzazione del film.
  8. Naohisa Inoue compare anche nel film
    La collaborazione di Inoue non si limitò agli sfondi.
    L’artista prestò infatti anche la propria voce a uno dei musicisti presenti durante la celebre esecuzione di Country Road nella bottega dell’antiquario Nishi.
  9. Il film è pieno di riferimenti ad altri classici Ghibli
    Come spesso accade nelle produzioni dello studio, anche I sospiri del mio cuore contiene numerosi easter egg:
    – quando Shizuku sale sul treno, Rikako Muto, la protgonista di “Si sente il mare“, aspetta il treno sul binario della linea adiacente, indossando la sua uniforme scolastica
    – sugli scaffali della biblioteca c’è un libro intitolato Totoro
    – su uno degli orologi nel negozio di antiquariato compare la scritta Porco Rosso
    – in una delle sequenze fantastiche si possono vedere di Jiji (il gatto di Kiki) e alcuni Totoro
    – durante l’inseguimento di Moon da parte di Shizuku si vede un camion della Yamato Transport, riconoscibile dall’iconico logo con Jiji
  10. La versione giapponese di Country Road è stata tradotta da una diciannovenne
    La celebre canzone Take Me Home, Country Roads è uno degli elementi più iconici del film.
    La versione che si ascolta all’inizio del film è interpretata da Olivia Newton-John, le versioni cantate da Shizuku sono invece interpretate da Yōko Honna, la doppiatrice originale.
    Miyazaki provò inizialmente a tradurre il testo in giapponese, ma non era soddisfatto del risultato. Chiese quindi aiuto a Mamiko Suzuki, figlia del produttore Toshio Suzuki, che all’epoca aveva appena diciannove anni.
    La giovane realizzò una traduzione che Miyazaki si limitò poi a rifinire leggermente.
  11. Bonus: Yoshifumi Kondō voleva un lieto fine per Yūko e Sugimura
    Nei titoli di coda compare una coppia felice.
    Si tratta proprio di Yūko e Sugimura. Fu una scelta voluta da Yoshifumi Kondō, che desiderava offrire anche ai due personaggi secondari una conclusione romantica e positiva.


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