
Il Castello nel Cielo
«Laputa non si estingue! Risorgerà innumerevoli volte! Perché proprio il potere di Laputa è il sogno dell’umanità!»
(Muska)

Il Castello nel cielo (天空の城ラピュタ Tenkū no shiro Rapyuta, lett. “Laputa, il castello dei cieli”), è un film del 1986 scritto e diretto dal maestro Hayao Miyazaki.
Europa, fine dle XIX secolo (una foto dei Laputa che si vede più avanti nel film è datata luglio 1868).
Un gruppo di pirati dell’aria attacca un’aeronave che trasporta, prigioniera, una ragazzina di nome Sheeta.
Il loro obiettivo è il ciondolo della ragazza.
Durante l’attacco Sheeta riesce a liberarsi ma precipita nel vuoto. Inaspettatamente il ciondolo con la pietra si accende di una luce azzurra e rallenta la sua caduta. Si troverà così tra le braccia di Pazu un ragazzo orfano che la porta a casa sua.
I due ragazzi fanno subito amicizia. Pazu racconta a Sheeta di Laputa, una leggendaria città-castello volante che viaggia nel cielo da centinaia di anni nascosta dalle nuvole…
Il Castello nel cielo è stato il primo film ufficialmente prodotto dallo Studio Ghibili. All’epoca del precedente Nausicaa della valle del vento (1984), lo studio non era ancora stato creato.
Il titolo originale del film contiene anche la parola Laputa (Laputa, il castello dei cieli), il nome dell’isola volante che appare nel romanzo I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift.
Il film è stato premiato in Giappone come miglior film d’animazione del 1986.
In Italia il film è stato ditributo una prima volta in DVD dalla Buena Vista Home Entertainment nell’aprile 2004, con il titolo Laputa – Castello nel cielo.
La Lucky Red ha portato poi il film al cinema il 25 aprile 2012 col titolo Il castello nel cielo, ovviamente con un nuovo doppiagio.
| Titolo originale | 天空の城ラピュタ – Tenkū no shiro Rapyuta |
| Titolo inglese | Castle in the Sky |
| Anno | 1986 |
| Durata | 124 min |
| Rapporto | 1,85:1 |
| Distributore italiano | Buena Vista Home Entertainment – 2004 – Lucky Red – 2012 |
| Regia | Hayao Miyazaki |
| Soggetto | Hayao Miyazaki |
| Sceneggiatura | Hayao Miyazaki |
| Produttore | Isao Takahata |
| Fotografia | Hirokata Katahashi |
| Musiche | Joe Hisaishi |
| Character design | Hayao Miyazaki |
| Animatori | Tsukasa Tannai |
| Sito ufficiale | www.ghibli.jp/works/laputa/ |
Il Castello nel cielo (天空の城ラピュタ Tenkū no shiro Rapyuta, lett. “Laputa, il castello dei cieli”), è un film del 1986 scritto e diretto dal maestro Hayao Miyazaki.

È notte fonda, uno squadrone di pirati dell’aria ttacca una aereonave cvile. Il loro obiettivo è una ragazzina di nome Sheeta, rapita dai servizi segreti e tenuta prigioniera a bordo. Nel caos Sheeta riesce a liberarsi e tenta di nascondersi aggrappandosi all’esterno del velivolo, ma perde la presa e precipita nel cielo buio sottostante.

Miracolosamente la pietra al suo collo si accende di una luce azzurra e rallenta la sua caduta fino ad atterrare dolcemente tra le braccia di Pazu, operaio in una miniera della vicina città mineraria di Slag Ravine

Pazu porta Sheeta a casa sua, dove vive da solo con dei colombi. Pazu racconta alla ragazza di Laputa, una leggendaria città volante che viaggia nel cielo da centinaia di anni nascosta dalle nuvole. In pochi credono alla sua esistenza , ma Pazu ne è convinto perché suo padre, molti anni prima, era riuscito a fotografarla.

I pirati scoprono il nascondiglio di Sheeta e i due ragazzi scappano verso il villaggio di minatori, dove nasce una rissa tra i pirati e le maestranze, Nel trambusto Pazu e Sheeta riescono a scappare su un piccolo treno.

Sopraggiunge l’esercito, che scaccia i pirati, ma che si rivela al servizio dello stesso uomo (il colonnello Muska) che teneva prigioniera Sheeta sull’aeronave.I ragazzi nel frattempo si sono nascosti nelle miniere dove incontrano Nonno Pon, che racconta loro l’origine della gravipietra (il material del ciondolo di Sheeta): soltanto il popolo di Laputa era capace di estrarre e lavorare il minerale.

All’uscita dalle miniere Muska cattura i due ragazzi che vengono internati in una fortezza dell’esercito.
Muska mostra a Sheeta un robot-soldato precipitato da Laputa, che possiede lo stesso marchio inciso sul ciondolo della ragazza: lei, infatti, è l’erede al trono di Laputa.

Muska offre la libertà di Pazu in cambio della collaborazionde di Sheeta. La ragazza accetta e il giovane, deluso e sfiduciato, ritorna a casa trovandola però occupata dai pirati.

Sheeta attiva involontariamente la gravipietra, che attiva il robot-soldato. La macchina da guerra spazza via ogni ostacolo lungo il suo cammino per raggiungerla.

Pazu e i pirati nel frattempo hanno raggiunto alla fortezza, avvolta nelle fiamme a casusa dell’attaco del robot. Pazu e i suoi nuovi amici riescono a salvare Sheeta che perde la pietra, mentre il robot viene abbattuto dall’esercito.

Muska recupera la pietra che gli permette d’individuare la posizione di Laputa e vi si dirge a bordo di una un’enorme corazzata volante, il Goliath. Pirati e ragazzi si uniscono alla corsa per arrivare a Laputa. Sheeta e Pazu entrano a far parte dell’equipaggio della nave pirata, guadagnandosi la loro stima. Alla fine non sono poi così temibili come sembravano e si affezionano subito ai ragazzi.

Finalmente le due navi (una dopo l’altra) giungono in vista di Laputa, nascosta da gigantesche nuvole.

La città è oramai deserta, è praticamente un giardino con al centro un enomre albero. Un solitario robot-giardiniere, ultimo ancora funzionante della sua categoria, si prende cura di animali e piante.

Nel frattempo sull’isola volante sono arrivati anche la Goliath e la nave pirata, il cui equipaggio è stato catturato dall’eser/cvito. Muska riesce a catturare Sheeta e la conduce nelle viscere dell’isola, dove le rivela d’essere anche lui un discendente della casata reale di Laputa.

Muska arrivato al centro di comando dell’isola, attiva la tecnologia perduta di Laputa tra cui un’arma più potente di una bomba atomica: la Folgore di Laputa (così nell’antichitàsono state rase al suolo Sodoma e Gomorra).

Pazu raggiunge Muska e Sheeta, che gli consegna la pietra che nel frattempo ha strappato a Muska. Questi minacci di uccidere Sheeta se non gli viene riconsegnata la gravipietra. Pazu riesce a metterla in mano alla ragazza e insieme pronunciano la terribile parola di distruzione.

Laputa inizia a disintegrarsi, e la gigantesca gravipietra che sosteneva l’isola si sposta nel tronco dell’albero gigante.

Muska precipita nel vuoto mentre i ragazzi si salvano protetti dalle radici del gigantesco albero. Riescono a mettersi in salvo sull’aliante con cui erano arrivati.

I due ragazzi vengono recuperati dai pirati di Dola che sono anche riusciti a sgraffignare un po’ di gioielli

L’isola di Laputa, priva ormai delle sue armi di distruzione di massa, abbandona la Terra, volando via nello spazio…