Il mio vicino Totoro
Totoro locandina

Il mio vicino Totoro (となりのトトロ Tonari no  Totoro, lett. “Totoro il vicino”) è un film del 1988 scritto e diretto dal maestro Hayao Miyazaki.

Giappone, 1953. Il professore universitario Tatsuo Kusakabe e le sue due figlie, Satsuki e Mei, si trasferisocono a Tokorozawa, un piccolo villaggio di campagna nei dintorni di Tokyo. Hanno preso una vecchia casa di campagna per essere più vicini all’ospedale dove Yasuko (la madre delle bambine) si sta riprendendo da una lunga malattia.
Mentre aiutano a sistemare la casa, Satsuki e Mei scoprono che è abitata da minuscole creature nere, piccoli spiriti della casa scuri e simili a polvere che si vedono quando si spostano dalla luce al buio. Mentre le ragazze possono vederli, il padre no.

Un’anziana donna che si prende cura della casa (che le ragazze chiamano affetuosamente Nonnina) dice loro che sono i Nerini del Buio e di averli visti anche lei quando aveva la loro età. Questi spiriti vivono nelle vecchia case vuote e quando una famiglia ci si trasferisce, se ne vanno in cerca un’altra casa abbandonata in cui abitare…

Il mio vicino Totoro ha vinto numerosi premi e riconoscimenti internazionali: tra cui l’Animage Anime Grand Prix nel 1988 e il premio come miglior film al Mainichi Film Concours nel 1989

La fama del personaggio di Totoro è cresciuta fino al punto da diventare il logo stesso dello Studio Ghibli. 

La Lucky Red ha portato Il mio vicino Totoro in Italia il 18 settembre 2009.

Titolo originaleとなりのトトロ – Tonari no Totoro
Titolo ingleseMy Neighbor Totoro
Anno1988
Durata86 min
Rapporto1,78:1
Distributore italianoLucky Red – 2009
RegiaHayao Miyazaki
SoggettoHayao Miyazaki, Kubo Tsugiko
SceneggiaturaHayao Miyazaki
ProduttoreToru Hara
FotografiaHisao Shirai
MusicheJoe Hisaishi
Character designHayao Miyazaki
AnimatoriYoshiharu Sato
Sito ufficialewww.ghibli.jp/works/totoro

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Il mio vicino Totoro (となりのトトロ Tonari no  Totoro, lett. “Totoro il vicino”) è un film del 1988 scritto e diretto dal maestro Hayao Miyazaki.

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Siamo negli anni 50 del XX secolo, Satsuki e Mei si stanno trasferendo col padre a Tokorozawa, un piccolo villaggio di campagna nei dintorni di Tokyo.

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La casa è disabitata da percchio tempo, ma per le de bambine esploralra è come stare in un immenso parco giochi.
Presto incontrano i “nerini del buio”, spiriti della fuliggine che si insediano nelle vecchie case abbandonate e che solo i bambini possono vedere…

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Il giorno dopo, la piccola Mei, esplorando la sua nuova casa trova una serie di ghiande che sembrano siano cadute a qualcuno.
Seguendo le tracce, s’imbatte in due spiriti dalle lunghe orecchie, uno piccolissimo dal pelo bianco e uno un po’ più grande dal pelo azzurro.

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I due spiriti, ormai scoperti, scappano via lungo un tunnel datto di rovi, fin dentro un enorme albero cavo.

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Qui Mei trova una creatura maestosa addormentata. La bambina l’aveva già vista disegnata in un libro di fiabe. Si tratterebbe di un Troll (in giapponese tororu), ma la bambina ne storpia la pronuncia in Totoro.

Quando poi lo racconta lal sorella e al padre, questi le spiega che si itratta del custode della foresta, che non si fa vedre da tutti.

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Un giorno, Satsuki lascia Mei a casa dalla nonna del suo vicino Kanta. Più tardi la nonna e Mei si presentano fuori dalla scuola. La nonna di Kenta racconta a Satsuki che , Mei stava piangendo a dirtto perchè voleva dndare dalla sorellona. , Satsuki chiede così il persesso alla maestra di fare restare Mei a scuola con loro. Alla piccola vengono dati dei pastelli e dei fogli, su cui disegna Totoro.

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Arrivata la sera, le due sorelle vanno a prendere il padre alla fermata della corriera. Il padre evidentemente ha fatto tardi all’università dove insegna,, dato che non è sull’autobus al suo arrivo. Mentre le ragazze stanno aspettando la seconda corriera sotto la pioggia, a un certo punto arriva Totoro.

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Totoro ha solo una enorme foglia in testa per proteggersi dalla pioggia, così Satsuki gli offre l’ombrello che aveva portato con sé per il padre. Lo spirito delal foresta è entusiasta sia del riparo che del suono prodotto dalle gocce di pioggia che cadono. In preda all’entusiasmo salta e fa cadere tutte le gocce sull’ombrello, emettendo un boato che sveglia Mei e fa smettere la pioggia.

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Alla stessa fermata passa un autobus molto speciale, il gattobus (nekobus), un enorme gatto e 12 zampe in cui si può entrare e sedersi esattamente come in un normale autobus. Prima di salire, Totoro regala alle ragazze dei semi.

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Poco dopo, arriva l’autobus del padre che spiega loro di non essere riuscito a prendere il treno e che quindi ha dovuto aspettare poi l’autobus successivo. Le ragazze gli raccontano cosa hanno visto e sono emozionate anche loro, poi tornano a casa.
Satuski scrive alla mamma e le racconta tutto quello che è successo quel giorno. Le ragazze piantano i semi, ma non crescono e Mei li osserva ogni giorno aspettando che germoglino.

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Qualche giorno dopo, le bambine vengono svegliate a mezzanotte e da Totoro e i suoi due colleghi in miniatura impegnati in una danza cerimoniale attorno alle noci e ai semi piantati. Le bambine si uniscono, e i semi germogliano, poi crescono e si uniscono in un enorme albero.

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Totoro porta le bambine a fare un giro su una trottola magica. Diventano il vento che soffia sul prato e suonano un flauto che Totoro dona loro dall’albero. Al mattino, l’albero non c’è più, ma i semi sono effettivamente germogliati,

Forse non è stato tutto un sognando…

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Qualche tempo dopo, un postino arriva a casa con un telegramma, ma non c’è nessuno. Kanta prende il telegramma e lo porta alle ragazze che scoprono che l’ospedale della mamma vuole che chiamino il medico. La nonnina dice a Kanta di accompagnare Satuski alla casa centrale per usare il telefono. Satuski contatta suo padre e dice che chiamerà il numero e la farà sapere.

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A quanto pare, una visita programmata dell mamma deve essere rimandata a causa di un contrattempo nelle sue cure, che le impedirà di tornare a casa quel fine settimana. Satsuki, delusa e preoccupata, dà a Mei la brutta notizia, che Mei non prende bene. Questo scatena una discussione tra le due, che si conclude con Satsuki che urla furiosamente contro Mei che se ne va decisa di andare da sola a trovare la madre..

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La scomparsa di Mei spinge Satsuki, la nonna e tutti i vicini a cercarla. Satuski si pente di averle urlato contro. Nessuno di coloro che Satsuki incontra ha visto sua sorella, ma sono sotto shock perché Mei (che ha solo 4 anni) ha effettivamente cercato di camminare per oltre 3 ore per raggiungere l’ospedale.

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Alla fine, Satsuki torna disperata all’enorme albero di canfora e implora Totoro di aiutarla.

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Felice di poterla aiutare, lui evoca il Gattobus, che la trasporta dove si trova Mei, ormai perduta. Dopo averla salvata, il Gattobus trasporta lei e Satsuki in campagna, per far visita alla madre in ospedale.

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Le bambine si appollaiano su un albero fuori dall’ospedale, ascoltando di nascosto una conversazione tra i genitori e scoprendo che la madre è stata ricoverata per un raffreddore e che per il resto sta bene. La madre non riesce ancora a credere che il medico abbia mandato un telegramma per una cosa così insignificante. Le bambine lasciano di nascosto la pannocchia sul davanzale della finestra, dove viene scoperta dai genitori, e tornano a casa con il Catbus.

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Nei titoli di coda, si vede la madre di Mei e Satsuki tornare a casa.

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