pioggia di ricordi
Pioggia di ricordi

Pioggia di ricordi (おもひでぽろぽろ Omohide poro poro) è un film del 1991 diretto da Isao Takahata.

Il soggetto è basato sull’omonimo manga di Hotaru Okamoto e Yūko Tone.

1982, Tokyo. Taeko, una ragazza di 27 anni nubile, ha vissuto tutta la vita a Tokyo e ora lavora in un’azienda locale. Arrivate le ferie estive, decide di andare a trovare dei parenti in una zona rurale, per aiutare nella raccolta del cartamo e allontanarsi così dalla vita cittadina. Mentre viaggia su un treno notturno per Yamagata, Taeko si perde nei ricordi di quando da ragazzina nel 1966, desiderasse andare in vacanza come i suoi compagni di classe, tutti con parenti fuori città…

Pioggia di ricordi è una tappa importante per i lungometraggi anime per l’originalità della tematica trattata: la vita sentimentale di una “office lady” di trent’anni.
Il film esplora un genere che a quel tempo (1991) non era ritenuto adatto all’animazione: un real drama per adulti, indirizzato (soprattutto) alle donne. Il lungometraggio ha avuto invece successo ai botteghini giapponesi, risultando il film giapponese campione d’incassi di quell’anno.

Prodotto da Toshio Suzuki è stato proiettato per la prima volta in Giappone il 20 luglio 1991.
In Italia la Lucky Red lo ha proiettato in anteprima a Lucca Comics & Games nel 2015 e lo ha distribuito poi direttamente per il mercato home video in DVD e Blu-ray dal 2 dicembre dello stesso anno.

Titolo originaleおもひでぽろぽろ – Omohide poro poro
Titolo ingleseOnly Yesterday
Anno1991
Durata118 min
Rapporto1,85:1
Distributore italianoLucky Red – 2015
RegiaIsao Takahata
SoggettoHotaru Okamoto, Yūko Tone (manga)
SceneggiaturaIsao Takahata
ProduttoreToshio Suzuki, Yasuyoshi Tokuma
FotografiaHisao Shiraishi
MusicheKatsu Hoshi
Character designKatsuya Kondō
AnimatoriKatsuya Kondo, Yoshifumi Kondō, Yoshiharu Satō
Sito ufficialewww.ghibli.jp/works/omoide/

Pioggia di ricordi (おもひでぽろぽろ Omohide poro poro) è un film del 1991 diretto da Isao Takahata.

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Siamo a Tokyo, nel 1982. Taeko è una ragazza single di 27 anni, impiegata di un’azienda dove svolge un lavoro d’ufficio.
Ha vissuto tutta la sua vita nella grande metropoli.

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Anche quest’anno, come il precedente, decide di prendersi un periodo di ferie per fare viaggio in campagna.

Si reca presso la famiglia del fratello del cognato, dove andrà ad aiutare nella raccolta del cartamo, una pianta (conosciuta anche come zafferanone, usata come colorante nella fabbricazione di belletti e rossetti.

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Di notte, durante il viaggio in treno verso Yamagata, inizia a ricordare la sua infanzia.

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Nel 1966 era solo una bambina delle elementari e aveva un intenso desiderio di andare in vacanza fuori città, come le sue compagne.

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All’arrivo trova ad attenderla Toshio, il secondo cugino di suo cognato, che lei conosce appena e che inizialmente scambia per un ladro.

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Durante il soggiorno a Yamagata, è combattuta tra la nostalgia per la sua infanzia ei problemi degli adulti, come carriera lavorativa e sentimenti.

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Col passare dei giorni vengono a galla ricordi ormai dimenticati: la prima cotta per un altro bambino delle elementari, la scoperta della pubertà, i problemi con i ragazzi, il primo ananas assaggiato,  la frustrazione con la matematica (in particolare con le moltiplicazioni tra frazioni).

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In una continua altalena tra presente e ricordi del passato, Taeko si domanda quanto sia rimasta fedele ai suoi sogni d’infanzia.

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Nel fare ciò man mano comprende quanto Toshio, anch’egli un esule scappato dalla città, la stia aiutando in questo suo cammino.

In un onirico finale, Taeko ormai sul treno di rientro a Tokyo riesce finalmente a guardarsi dentro.

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Grazie alla se stessa bambina, riscopre il suo vero io e abbraccia la sua vera visione del mondo e delle persone che le sono attorno. 

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Sceglie quindi di restare in campagna (e di intraprendere una relazione con Toshio, così come le aveva suggerito la nonna del ragazzo).


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