PASSEGGIANDO NEL GHIBLI PARK – Intervista a Keiko Takeshita

D: Com’è stata la sua esperienza visitando il Ghibli Park?
Keiko Takeshita:
Mentre mi dirigevo verso la nuova area della Valle delle Streghe, ho incrociato il Nekobus in movimento e ho pensato immediatamente: «Ah, questo è davvero il mondo Ghibli!».
Quando sono arrivata al Castello di Howl, ho visto che alcune parti si muovevano davvero e che dai camini usciva del fumo. Sembrava quasi che potesse mettersi in cammino da un momento all’altro. Ne sono rimasta profondamente colpita.
Anche nella Residenza Okino e nelle altre attrazioni mi ha stupito il fatto che molti oggetti possano essere toccati. Le uova, per esempio, non sono vere, ma hanno il peso realistico di quelle vere. Anche i dettagli della cucina, delle pentole e del frigorifero sono riprodotti in maniera incredibilmente autentica.
Ho avuto la sensazione che i personaggi dei film vivessero davvero lì. Come se stessi camminando dentro la storia e, voltandomi all’improvviso, potessi incontrare Howl o Kiki.
La cosa straordinaria è che il parco riesce a essere allo stesso tempo completamente fuori dall’ordinario e molto familiare. Tutti questi elementi si mescolano in modo travolgente e ti fanno pensare:
«Perdersi è divertente!»
D: Il Ghibli Park eredita gli ideali dell’Expo di Aichi 2005. Lei fu Direttrice Generale del Padiglione Giapponese. Quali emozioni ha provato tornando qui dopo tanto tempo?
Keiko Takeshita:
Le strade principali e gli stagni che ricordavo sono rimasti sostanzialmente gli stessi. Tuttavia la vegetazione è cresciuta moltissimo e si percepiscono chiaramente i diciannove anni trascorsi dall’Expo.
Uno degli spazi più emblematici dell’epoca, quello che ospitava il famoso mammut congelato, è stato trasformato nel Grande Magazzino Ghibli. Camminandoci dentro sono rimasta davvero sorpresa dal cambiamento.
Oggi mi sembra di aver ricevuto un grande regalo. Questo luogo non è soltanto un parco: possiede aspetti che ricordano anche un museo d’arte, un museo storico e un parco divertimenti.
Mi rende molto felice pensare che, oltre alle persone che conservano il ricordo dell’Expo di Aichi, visitatori provenienti da tutto il mondo possano venire qui ad apprezzarlo.

D: C’è qualcosa che le è rimasto particolarmente impresso?
Keiko Takeshita:
Nella Residenza Okino stava suonando un disco dei Monkees. Quando ero al secondo anno delle superiori cantavo spesso le loro canzoni mentre aspettavo l’autobus. Sentire quella musica mi ha fatto fare un improvviso salto indietro nel tempo, fino ai miei anni di gioventù.
Anche il detergente presente nella cucina della mostra dedicata a La collina dei papaveri mi ha suscitato una forte nostalgia.
Una delle qualità del Ghibli Park è proprio questa: permette di vivere aspetti del mondo delle opere che nei film non vengono mostrati direttamente. Inoltre persone di età diverse possono divertirsi ciascuna a modo proprio.
Mi ha colpito anche la panetteria Guchokipan-ya nella Valle delle Streghe. Passandole davanti ho sentito un profumo irresistibile e, quando ho scoperto che era possibile acquistare davvero il pane, ne ho comprato un po’ come souvenir.
L’autenticità che si percepisce ovunque è straordinaria. Attraverso ogni dettaglio si sente la passione di Gorō Miyazaki e di tutte le persone coinvolte nella realizzazione del parco.
D: Che messaggio vorrebbe lasciare ai lettori che stanno pensando di visitare il Ghibli Park?
Keiko Takeshita:
Dopo questa visita, anch’io ho sentito il desiderio di tornare ancora e ancora.
Qui si può abbandonare la vita quotidiana e tornare bambini, oppure ripercorrere i ricordi della propria giovinezza. Credo che ognuno possa trovare il proprio modo di vivere l’esperienza e di divertirsi.
Spero che tutti possano dimenticare il tempo che passa e godersi il piacere di perdersi all’interno del Ghibli Park. È proprio questo il fascino del luogo:
«Perdersi è divertente».


EIKO TAKESHITA (ATTRICE)
Nata nella prefettura di Aichi, ha debuttato ufficialmente nel 1973 nella serie televisiva della NHK “La torre delle onde”.
Ha inoltre prestato la sua voce a numerose produzioni dello Studio Ghibli: Sadako Maki in Arriety – il mondo segreto sotto il pavimento (2010), – Hana Matsuzaki ne La collina dei papaveri (2011), – La mamma di Jiro in Si alza il vento (2013), – Izumi ne Il ragazzo e l’airone (2023).
È stata attiva in diversi campi, tra cui la direzione del Padiglione giapponese all’Expo di Aichi del 2005.