PASSEGGIANDO NEL GHIBLI PARK – Intervista a Ryō Asai

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D: Com’è stata la sua esperienza al Ghibli Park?

Ryō Asai:
La prima volta che sono entrato nella Valle delle Streghe, la vista del Castello Errante di Howl mi ha lasciato senza parole. Quando vidi il film, non avrei mai immaginato che un giorno avrei potuto trovarmi davanti a quel castello nella realtà.

Anche durante la mia precedente visita alle prime aree del parco ero rimasto colpito dalla straordinaria qualità delle scenografie. Mi accompagnava un amico che lavora nel settore del modellismo e della realizzazione di miniature, e non riusciva a smettere di ammirare la cura dei dettagli.

Quello che colpisce del Ghibli Park è la volontà di ricreare i mondi dei film senza scendere a compromessi. Ogni elemento, anche il più piccolo, è stato realizzato con grande attenzione. Passeggiando per il parco si percepisce chiaramente questa dedizione, e alla fine della visita rimane una sensazione di autentica soddisfazione.

D:è qualcosa che le è rimasto particolarmente impresso?

Ryō Asai:
A dire la verità, una delle cose che aspettavo con più entusiasmo era la Panetteria Guchokipanya. Per molti appassionati delle opere Ghibli è quasi un sogno diventato realtà. Ricordo che, quando lessi dell’apertura della panetteria, pensai immediatamente: “Era proprio quello che speravo di vedere!”.

Purtroppo questa volta non sono riuscito a comprare il pane, quindi sarà sicuramente uno degli obiettivi della mia prossima visita.

Mi ha colpito molto anche la stanza di Kiki, il piccolo alloggio sopra la panetteria. Da bambino guardavo Kiki – Consegne a domicilio percependolo come una storia rivolta agli adulti. La solitudine di vivere lontano da casa per la prima volta, il mobilio essenziale, quel senso di libertà mescolato all’incertezza: erano aspetti che allora potevo soltanto immaginare.

Oggi ho superato da tempo l’età di Kiki, ma entrando in quella stanza ho avuto la sensazione di ritrovare il me stesso di allora. È stato un momento molto particolare, quasi un dialogo tra il bambino che ero e l’adulto che sono diventato.

Anche il Villaggio di Mononoke mi ha colpito profondamente. Il paesaggio circostante è magnifico e l’area sembra integrarsi in modo naturale con la natura del luogo, come se fosse sempre esistita.

Ho scoperto inoltre che è possibile preparare e arrostire i tradizionali gohei mochi. Essendo originario della prefettura di Gifu, è un’esperienza che vorrei assolutamente provare la prossima volta.

D: Che cosa rappresentano per lei le opere dello Studio Ghibli?

Ryō Asai:
Sono film che mi accompagnano fin dall’infanzia e che sento molto vicini. Allo stesso tempo, però, conservano sempre qualcosa di misterioso, qualcosa che sfugge a una spiegazione completa.

Forse è proprio questo uno dei segreti del loro fascino: sono familiari, eppure continuano a suscitare meraviglia.

Per questo vedere quei mondi prendere forma in un luogo reale è stata un’esperienza straordinaria. Camminando nel parco si avverte quanto lavoro, quanta attenzione e quanta sensibilità siano stati investiti in ogni dettaglio.

Come scrittore, credo che il Ghibli Park trasmetta anche un messaggio molto importante: quando si dedica cura autentica a ciò che si crea, quel lavoro riesce inevitabilmente a raggiungere il cuore delle persone. È una lezione che considero molto incoraggiante.

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D: Che cosa rende speciale il Ghibli Park rispetto ad altri parchi a tema?

Ryō Asai:
Con il passare degli anni capita spesso di perdere la capacità di lasciarsi coinvolgere dai parchi tematici come quando si era bambini.

Al Ghibli Park, invece, ho percepito qualcosa di diverso. C’è spazio per l’immaginazione e per i ricordi personali di ciascun visitatore. Ognuno può costruire un rapporto unico con ciò che vede.

Naturalmente i bambini si divertono moltissimo, ma la cosa sorprendente è che anche gli adulti possono vivere il parco pienamente senza dover fingere di tornare bambini. Possono semplicemente essere se stessi e lasciarsi coinvolgere dall’esperienza.

D: Che consiglio darebbe a chi sta programmando una visita?

Ryō Asai:
Durante la mia prima visita mi sono precipitato alla mostra dedicata alle celebri scene dei film Ghibli e sono riuscito a scattare tutte le fotografie che desideravo.

Ero entusiasta, ma proprio per questo ho finito per trascurare altre cose: non sono arrivato in tempo al caffè e alcuni dei souvenir che volevo acquistare erano già esauriti.

Per questo consiglio a tutti di organizzare la visita con un minimo di anticipo e di stabilire le proprie priorità. Il parco offre davvero moltissimo e una buona pianificazione permette di godersi l’esperienza senza rimpianti.

Così facendo, ciascuno potrà scoprire il proprio modo personale di vivere il Ghibli Park.

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RYŌ ASAI (SCRITTORE)

Nato a Tarui, nella prefettura di Gifu, nel 1989, Ryō Asai ha debuttato nel 2009 vincendo il 22° Premio Subaru per esordienti con il romanzo Kirishima, il club di pallavolo si ritira. Nel 2013 ha ottenuto il 148° Premio Naoki grazie a Nanimono e nel 2021 il 34° Premio Shibata Renzaburō con Seiyoku. Considerato una delle voci più rappresentative della narrativa giapponese contemporanea, ha collaborato con diverse testate nazionali. Nel 2024 è prevista la pubblicazione del suo romanzo a puntate Seishokuki.

Sito ufficiale giapponese Studio Ghibli

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